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Lei

Nella sua borsetta non manca mai il rossetto, anzi i rossetti.
Burricacao al sapore di menta, fragola, uva spina, cocco e ciliegia, gloss trasparenti e altri più decisi, rossetti rosso fuoco e prugna sono li pronti ad essere usati per ogni evenienza.
E poi ci sono le trousse. Da quelle semplici con palette di ombretti dai colori basic ad altre super elaborate e complete di tutto ma proprio tutto tanto da fare invidia a Clio e a tutti i make up artist che ogni giorno affollano i real time!
Per non parlare poi dell'abbigliamento e accessori...
Abitini e gonne svolazzanti, borse, borsette e pochette brillantose sono sfoggiate con naturalezza ed eleganza. E non importa se viene con me a fare la spesa al supermercato o deve andare ad una festa di compleanno perché "chi è chic è chic sempre" mi dice con l'aria di chi la sa lunga.
E questa è lei, la mia Nana.
Quella che se le dico "ormai sei grande" si offende perché dice che è ancora piccola...
Quella che riesce a trovare i miei (pochi!) trucchi appropriandosene, nonostante i miei inutili tentativi di nasconderli in posti talmente segreti, che neanche io alla fine ricordo!
Quella che alterna espressioni buffe di bambina ad altre a volte piene di saggezza e a volte di spigolosità...
Quella che si lamenta perché sto sempre con sua sorella ma che in realtà è sempre al centro delle mie attenzioni...O mi dice che a volte era meglio prima quando era figlia unica.


Quella che amo con tutto il mio cuore, che sto vedendo crescere e nella quale mi rivedo.

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Sconzajocu

Sono sempre stata una persona molto razionale. Ho sempre lasciato andare tutto per come doveva, secondo uno schema che guidava l'ordine delle cose. In questo modo tutto era sotto controllo. Tutto era in equilibrio. Tutti erano contenti. Tutti...tranne me. Che mi compiacevo di questo ordine perfetto che tenevo sulla testa come fa un giocoliere con la sua palla, ma quando mi fermavo un attimo, la solitudine mi piegava in due e un senso di vuoto mi faceva precipitare. Poi inaspettata, una raffica di vento ha spalancato le finestre della mia anima. E nulla è stato più come prima. "Sei uno sconzajocu" ti ho detto stasera. "In assoluta buona fede" mi hai risposto. Ma forse la spiegazione di tutto è proprio questa: nella mia vita dovevi arrivare tu a rompere l'ordine che avevo imposto a tutte le cose.

Dove il cuore trova pace

C'è una casa In cui il tempo sembra fermarsi. Sguardi e mani si intrecciano E sentimenti leggeri volano in alto. C'è una casa che sfida il mare, Il cielo grigio, Il vento che sbatte. Ma nulla sembra la possa turbare. C'è una casa che entra in un sogno, Con una colazione sul balcone di fronte al mare  E sdraio a righe per parlare. È solo un sogno,  Ma è come se fosse reale. La mia casa È il tuo cuore, Dove mi sento accolta e amata. Le difese cadono e nuda resta la mia anima.

Dolore

Il dolore non ha forma ma riempie tutti gli spazi che trova dentro e fuori di me. Sono le lacrime che non so fermare, il mio cuore accartocciato e i muscoli che si appesantiscono e non mi reggono in piedi. Il dolore non ha colore. Non riesco ad associarlo a una tonalità precisa come il nero, il rosso, il blu né ad una sfumatura indefinita. È invisibile. Un niente torbido e vischioso che ti avvolge e non fa respirare. Il dolore non è qualcosa di materiale, che puoi toccare. Ma quando arriva ti fa un male cane, come se fosse una lama che ti taglia e fa sanguinare. Il dolore è muto, ma mi urla dentro disperatamente senza che nessuno lo possa ascoltare. Il dolore non ha misura perché nessuno potrà mai capire né tanto meno sapere quanto sia profondo quello che io realmente posso provare. Il mio grande dolore sei TU papà, che sei andato via in silenzio senza dirmi nulla, lasciandomi questo grande vuoto dentro che niente e nessuno potrà colmare MAI. A.