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La Befana vien di notte



Aspettando la Befana ci mettiamo tutte e tre nel lettone degli ospiti in salotto...(Ma dormire, proprio no?)

E vabbè stiamo sveglie e scattiamo mille foto buffe in questa unica sera di svago e risate che ci stiamo concedendo dopo questi giorni che di vacanza non ne hanno avuto proprio il sapore.

Prima la Nana piccola influenzata, poi la cugina G., poi il nonno ricoverato in H (dove si trova tutt'ora), poi lo zio S. con la febbre e a ruota anch'io a Capodanno...e per concludere Mr.Big da stasera che è già Epifania e tutte le feste ( ma non le influenze!) si porta via. 

Si, un po' di sano babbio fotografico ci vuole.

Per me e per voi, piccole mie.

E se stanotte la Befana da qui passerà, tanti bei doni nelle vostre calze trovare vi farà!

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Sconzajocu

Sono sempre stata una persona molto razionale. Ho sempre lasciato andare tutto per come doveva, secondo uno schema che guidava l'ordine delle cose. In questo modo tutto era sotto controllo. Tutto era in equilibrio. Tutti erano contenti. Tutti...tranne me. Che mi compiacevo di questo ordine perfetto che tenevo sulla testa come fa un giocoliere con la sua palla, ma quando mi fermavo un attimo, la solitudine mi piegava in due e un senso di vuoto mi faceva precipitare. Poi inaspettata, una raffica di vento ha spalancato le finestre della mia anima. E nulla è stato più come prima. "Sei uno sconzajocu" ti ho detto stasera. "In assoluta buona fede" mi hai risposto. Ma forse la spiegazione di tutto è proprio questa: nella mia vita dovevi arrivare tu a rompere l'ordine che avevo imposto a tutte le cose.

Dolore

Il dolore non ha forma ma riempie tutti gli spazi che trova dentro e fuori di me. Sono le lacrime che non so fermare, il mio cuore accartocciato e i muscoli che si appesantiscono e non mi reggono in piedi. Il dolore non ha colore. Non riesco ad associarlo a una tonalità precisa come il nero, il rosso, il blu né ad una sfumatura indefinita. È invisibile. Un niente torbido e vischioso che ti avvolge e non fa respirare. Il dolore non è qualcosa di materiale, che puoi toccare. Ma quando arriva ti fa un male cane, come se fosse una lama che ti taglia e fa sanguinare. Il dolore è muto, ma mi urla dentro disperatamente senza che nessuno lo possa ascoltare. Il dolore non ha misura perché nessuno potrà mai capire né tanto meno sapere quanto sia profondo quello che io realmente posso provare. Il mio grande dolore sei TU papà, che sei andato via in silenzio senza dirmi nulla, lasciandomi questo grande vuoto dentro che niente e nessuno potrà colmare MAI. A.

Felicità

Una frase di Gibran che, lessi da ragazza e non ho mai dimenticato diceva che la felicità è nelle cose, la gioia in noi. Leggendola davo più importanza alla gioia perché è uno stato d'animo insito in noi. La felicità invece era legata a qualcosa da possedere. In realtà non mi sono mai accontentata. E così mi sono ritrovata ad inseguire sempre la felicità. Provando in me un senso di irrequietezza perenne che non si quietava se non nel momento in cui non ottenevo ciò che realmente desideravo. Adesso che sono adulta, mi ritrovo a pensare alla felicità e al significato che le ho attribuito negli anni. A come sono cambiata io e a come interpreto oggi questo concetto. Mi accorgo come il senso di felicità non è più nell'avere un oggetto ma nell'avere accanto quello che il mio cuore ha sempre cercato disperatamente e ha finalmente trovato. È un concerto di anime che vibrano, di mani che si sfiorano e stringono, di sguardi rubati al buio e di occhi che si illuminano quando si incroc...