C'è una casa In cui il tempo sembra fermarsi. Sguardi e mani si intrecciano E sentimenti leggeri volano in alto. C'è una casa che sfida il mare, Il cielo grigio, Il vento che sbatte. Ma nulla sembra la possa turbare. C'è una casa che entra in un sogno, Con una colazione sul balcone di fronte al mare E sdraio a righe per parlare. È solo un sogno, Ma è come se fosse reale. La mia casa È il tuo cuore, Dove mi sento accolta e amata. Le difese cadono e nuda resta la mia anima.
Il dolore non ha forma ma riempie tutti gli spazi che trova dentro e fuori di me. Sono le lacrime che non so fermare, il mio cuore accartocciato e i muscoli che si appesantiscono e non mi reggono in piedi. Il dolore non ha colore. Non riesco ad associarlo a una tonalità precisa come il nero, il rosso, il blu né ad una sfumatura indefinita. È invisibile. Un niente torbido e vischioso che ti avvolge e non fa respirare. Il dolore non è qualcosa di materiale, che puoi toccare. Ma quando arriva ti fa un male cane, come se fosse una lama che ti taglia e fa sanguinare. Il dolore è muto, ma mi urla dentro disperatamente senza che nessuno lo possa ascoltare. Il dolore non ha misura perché nessuno potrà mai capire né tanto meno sapere quanto sia profondo quello che io realmente posso provare. Il mio grande dolore sei TU papà, che sei andato via in silenzio senza dirmi nulla, lasciandomi questo grande vuoto dentro che niente e nessuno potrà colmare MAI. A.