Passa ai contenuti principali

Aspirante mamma perfetta a rapporto!

Ce la posso fare...Coraggio, in fondo, se riescono le altre posso riuscirci anch'io.

Un impegno è un impegno e non si può non mantenere.
E così da una settimana a questa parte facendo training autogeno su me stessa mi ripeto ogni mattina questa frase come se fosse un mantra per amore della nanetta che ha iniziato la prima elementare e deve arrivare puntualissima a scuola.
Insomma è finita la pacchia.
Niente più mezz'ora in assoluto silenzio e intimità con me e me medesima in bagno a leggere  libri o riviste
Niente contemplazione assonnata del cielo mattutino
Niente più coccole a letto prima e dopo avere dato il latte alla nanetta
Niente più contemplazione estatica dell'armadio in attesa di un'apparizione mistica che mi suggerisca cosa indossare
Niente più stare 10 minuti davanti allo specchio per dare un ultimo saluto alla mia immagine riflessa,ancora  trasognante e ignara di quello che le aspetta, prima di iniziare una giornata piena di impegni...

E si, miei cari, adesso la faccenda è diventata seria basta ritardi, basta dimenticanze di acqua, fazzoletti e tovaglietta per la merenda!
In poche parole: mi sono dovuta organizzare e grazie al consiglio che mi diede tempo fa la mia amica Tizilux, mamma delle mamme,  perfetta perfettissima ed esempio da imitare, mi sono fatta una scaletta delle azioni e degli orari e - udite udite! - ha funzionato!
Del resto, quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare!

Ecco dunque come mi sono organizzata:

REGOLA N. 1: Addio riposino pomeridiano. Stanca o non stanca, ho smesso di tormentare la nanetta per farla dormire a tutti i costi.

SERA
Ore 19,30 cena per la nanetta
Ore 21 bagnetto o doccia e dentini lavati, così l'indomani è quasi pronta!
Ore 21,15 favola e coccole della buonanotte
Ore 21,30 Sogni d'oro
Ore 21,45 Sistemazione zaino

MATTINA
Ore 6,30 Sveglia per me
Ore 6,40 Latte nel microonde e preparazione merenda
Ore 6,50 Mi lavo e indosso qualcosa di decente, correttore e un filo di rimmel...almeno!
Ore 7,00 Latte alla nanetta, pipì e vestizione. Il tutto mentre si lamenta per essere stata disturbata
Ore 7,25-7,30 Usciamo da casa.
Ore 7,45 Arriviamo a scuola!
Ore 8,00 Baci e abbracci e buona giornata Amore!


Buona giornata mamme imperfette e tranquille che alla fine si arriva a tutto! 


Commenti

Post popolari in questo blog

Dolore

Il dolore non ha forma ma riempie tutti gli spazi che trova dentro e fuori di me. Sono le lacrime che non so fermare, il mio cuore accartocciato e i muscoli che si appesantiscono e non mi reggono in piedi. Il dolore non ha colore. Non riesco ad associarlo a una tonalità precisa come il nero, il rosso, il blu né ad una sfumatura indefinita. È invisibile. Un niente torbido e vischioso che ti avvolge e non fa respirare. Il dolore non è qualcosa di materiale, che puoi toccare. Ma quando arriva ti fa un male cane, come se fosse una lama che ti taglia e fa sanguinare. Il dolore è muto, ma mi urla dentro disperatamente senza che nessuno lo possa ascoltare. Il dolore non ha misura perché nessuno potrà mai capire né tanto meno sapere quanto sia profondo quello che io realmente posso provare. Il mio grande dolore sei TU papà, che sei andato via in silenzio senza dirmi nulla, lasciandomi questo grande vuoto dentro che niente e nessuno potrà colmare MAI. A.

Capelli al vento

Tempo per me. Di distacco. Di riflessioni. Tempo di parole belle. Di musica in sottofondo. Di girasoli. Capelli al vento. E tanto blu. *Grazie @juste_1_regard per la bellissima foto❤️

Felicità

Una frase di Gibran che, lessi da ragazza e non ho mai dimenticato diceva che la felicità è nelle cose, la gioia in noi. Leggendola davo più importanza alla gioia perché è uno stato d'animo insito in noi. La felicità invece era legata a qualcosa da possedere. In realtà non mi sono mai accontentata. E così mi sono ritrovata ad inseguire sempre la felicità. Provando in me un senso di irrequietezza perenne che non si quietava se non nel momento in cui non ottenevo ciò che realmente desideravo. Adesso che sono adulta, mi ritrovo a pensare alla felicità e al significato che le ho attribuito negli anni. A come sono cambiata io e a come interpreto oggi questo concetto. Mi accorgo come il senso di felicità non è più nell'avere un oggetto ma nell'avere accanto quello che il mio cuore ha sempre cercato disperatamente e ha finalmente trovato. È un concerto di anime che vibrano, di mani che si sfiorano e stringono, di sguardi rubati al buio e di occhi che si illuminano quando si incroc...