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Meno male che non piove

Stamattina Ante@ ha un appuntamento di lavoro importante e per camuffare il suo occhio destro gonfio e arrossato per la congiuntivite decide di valorizzare le labbra mettendo un rossetto di colore rosso vermiglio e  lascia sciolti i capelli sulle spalle.
Trench chiaro, occhiali neri stile Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany e stiletto. "Si" - pensa guardandosi allo specchio - "così può andare".
<<Sembri un'attrice! le dice Big appena la vede>> e lei compiaciuta per il complimento si da un'ultima occhiata allo specchio.
Tutta la famiglia si mette in macchina e pronta per il rituale giro mattutino. Accompagnare la nanetta a scuola, poi Ante@ al suo appuntamento e infine in ufficio di Big.
<< Sicura di volere prendere l'autobus appena finisci?>>
<< Ma si Amore, figurati! Proprio di fronte c'è la fermata dell'autobus non devo che attraversare la strada, aspettare l'autobus salire e in meno di un quarto d'ora sono in ufficio>>.
Bacio di saluto e subito sui suoi tacchi Ante@ corre svolazzante all'appuntamento.
L'incontro si svolge in meno di un'ora e subito dopo con i suoi occhialoni e un atteggiamento da diva consumata va alla fermata ad aspettare il bus. Fiduciosa.
10 minuti di attesa....Un quarto d'ora...Mezz'ora! 45 minuti!?!
Niente, neanche l'ombra di un autobus all'orizzonte.
Rendendosi conto che è inutile stare ancora alla fermata in attesa di autobus che ritarda, Ante@ decide di scendere a piedi, tranquilla che tanto a Piazza Politeama gli autobus passano frequentemente.
In fondo sono solo pochi metri a piedi, e che sarà mai?
Ma appena arriva a destinazione vede delle bandiere rosse svolazzare verso via Ruggero Settimo.
<<Cavolo ! Oggi c'è sciopero dei dipendenti AMIA!!!>>
Sfoderando il suo sorriso più convincente si avvicina ad un vigile che è fermo al centro della Piazza a bloccare il traffico e gli chiede, con finto disinteresse, da dove passa il corteo.
<< Dalla Statua al Palazzo comunale>>.
La calma apparente si trasforma subito in panico.
Ed io come faccio ad arrivare in ufficio?
E mi sono pure messa i tacchi!?! 
Ma non erano meglio le scarpe comode? E no!  Perché dovevi fare l'attrice!
Dopo avere attraversato il corteo di manifestanti agguerriti e camminato per quasi mezz'ora finalmente riesce a raggiungere l'unica strada libera al traffico e dalla quale passavano gli autobus.
Arriva in ufficio un'ora dopo trafelata, stanca morta, con il suo occhio destro ancora più arrossato e i piedi distrutti da quei maledetti altissimi tacchi a spillo.
Della diva con gli occhiali scuri e i capelli al vento che camminava con passo sicuro in Via Dante non è rimasta nemmeno l'ombra e l'unica cosa che le viene da dire è <<E meno male che non pioveva!>>.

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